Chi è Natalina Micale

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Nata all’Isola di Lido, nello splendido scenario di Venezia, in quegli anni il suo luogo di
nascita era…esplosivo: un deposito di munizioni durante la II° Guerra Mondiale. E proprio
a guardia delle munizioni dell’Esercito Italiano, nella Marina Militare, pattugliava il
padre di Natalina, scomparso giovanissimo. La mamma, pianista, ha sempre riempito di note la vita di questa ragazza, accompagnandone i sogni. Trasferitasi con la madre, il nuovo marito e patrigno, fratello e sorella a Milano, iniziava a lavorare a 16 anni in una legatoria,
pagandosi col lavoro la scuola serale per recuperare gli studi rimasti indietro. Il lavoro non le ha fatto mai paura, e dopo un periodo di riposo dovuto alla tanta, estenuante fatica, riprendeva a lavorare come stenografa e dattilografa durante l’anno e come assistente alle colonie in estate. Poi, il sonno dei sogni: la vita come routine, bella e appagante, in famiglia, ma prigioniera del materialismo, affaccendata e “senza ali”. La bella addormentata dormiva, senza sogni. Il risveglio arriva brusco e doloroso, quando un male si porta via il marito di Natalina. Ma il rifugio dal dolore è anche la via per la rinascita dei sogni, che pian piano, timidamente, riaffiorano e poi esplodono. (a cura di Raffaella Milandri)

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